OMS 2018: la dipendenza da social offusca la vista, ma non solo

OMS 2018: la dipendenza da social offusca la vista, ma non solo

L'OMS ha riconosciuto il 'gaming disorder' nel 2018, ma la dipendenza da social media è più complessa di un semplice affaticamento visivo. Il vero rischio è come l'abuso digitale altera il cervello, ben oltre il tempo passato davanti allo schermo.


Oltre gli schermi sfuocati: l’impatto dei social media sul nostro modo di vedere

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito il “gaming disorder” una dipendenza nel 2018. Questo ha sollevato preoccupazioni anche per altre abitudini digitali, come i social media. Molti ora credono che un uso eccessivo dei social media comprometta semplicemente la nostra vista. Ma questa idea tralascia un punto chiave. Tale idea confonde i problemi generali legati al tempo trascorso davanti allo schermo con i modi specifici in cui la dipendenza altera il nostro cervello. Dobbiamo essere precisi, non limitarci a fare supposizioni generiche.

L’elaborazione visiva è il modo in cui il nostro cervello interpreta ciò che i nostri occhi vedono. Ciò include il riconoscimento dei volti, il rilevamento del movimento, la percezione della profondità e la messa a fuoco dell’attenzione. La dipendenza da social media non è ancora inclusa nel DSM-5, ma significa utilizzare i social media in modo compulsivo. Questo accade anche in presenza di conseguenze negative, astinenza e pensieri costanti al riguardo. Esperti come la Dott.ssa Kimberly Young, fondatrice del Center for Internet Addiction, hanno studiato questi comportamenti per anni. Quindi, questo tipo di dipendenza cambia davvero il nostro modo di vedere e comprendere il mondo?

Tempo davanti allo schermo e dipendenza: effetti distinti

Gli schermi digitali possono influenzare la vista. Ad esempio, uno studio del 2018 pubblicato su Ophthalmology ha rilevato un forte aumento della miopia tra i bambini di tutto il mondo. Questo aumento è stato collegato a un maggiore tempo trascorso davanti allo schermo e a meno tempo trascorso all’aperto. L’American Academy of Ophthalmology spesso sottolinea rischi come l’affaticamento visivo digitale. I sintomi includono occhi secchi, mal di testa e visione offuscata. Queste sono reazioni fisiche reali causate dal fissare gli schermi per troppo tempo.

Questa prospettiva comune identifica correttamente il disagio fisico e i cambiamenti della vista. Ma non spiega come la dipendenza da social media alteri la nostra elaborazione visiva. La miopia deriva dall’attenzione prolungata su oggetti vicini, non necessariamente dal ciclo di ricompensa della dipendenza. L’affaticamento visivo digitale è un problema fisico, non un effetto diretto sull’elaborazione visiva del cervello. Attribuire tutti i problemi di vista legati allo schermo alla “dipendenza” semplifica troppo la scienza.

Il centro visivo del cervello di solito non “si compromette” a causa della dipendenza come farebbe per una lesione fisica. Invece, le dipendenze comportamentali spesso rimodellano le connessioni cerebrali. Influenzano la nostra attenzione e le nostre priorità. La vera sfida è distinguere gli effetti generali dello schermo dai cambiamenti specifici causati dalla dipendenza. Dobbiamo guardare oltre il semplice tempo davanti allo schermo per capire come l’uso compulsivo possa davvero cambiare il nostro modo di vedere.

Dr. Kimberly Young, founder of the Center for Internet Addiction, is a pioneering expert who has stu

La Dott.ssa Kimberly Young, fondatrice del Center for Internet Addiction, è un'esperta pionieristica che ha studiato i comportamenti digitali compulsivi per decenni, contribuendo a definire il campo della ricerca sulla dipendenza da internet. (Illustrazione generata dall'IA)

Il cervello si adatta visivamente, non si degrada

Il cervello si adatta visivamente al suo ambiente. Quando qualcuno usa i social media in modo compulsivo, il suo sistema visivo si adatta anziché deteriorarsi. Prendiamo ad esempio i movimenti oculari saccadici. Questi sono i rapidi e bruschi spostamenti che i nostri occhi compiono quando spostiamo lo sguardo.

Uno studio del 2016 pubblicato su PLOS ONE da ricercatori dell’UC San Diego ha rilevato che chi fa un uso intenso di internet elaborava le informazioni più velocemente. Questo non era specifico della dipendenza da social media. Ma suggerisce che il cervello diventa molto bravo a scansionare ed estrarre informazioni da schermi digitali ricchi di stimoli. La neuroscienziata cognitiva Dott.ssa Daphne Bavelier ha studiato come i videogiochi d’azione possano migliorare l’attenzione visiva e la sensibilità al contrasto. Il suo lavoro suggerisce che certi compiti digitali possono potenziare alcune abilità visive, non ridurle.

Questo adattamento non è universalmente positivo. Spesso comporta dei compromessi. Il cervello potrebbe diventare molto bravo a elaborare rapidamente piccoli e nuovi stimoli visivi. Ma questo potrebbe rendere più difficile mantenere una concentrazione profonda su scene complesse del mondo reale per lunghi periodi. È un cambiamento in ciò a cui il cervello dà importanza, non un problema di vista generale.

Dopamina, attenzione e priorità visiva

La dipendenza da social media sfrutta forti sistemi di ricompensa nel cervello. Ogni like, commento o notifica rilascia dopamina. La dopamina svolge un ruolo chiave nell’attenzione e nella motivazione. La Dott.ssa Anna Lembke, psichiatra di Stanford, spiega come la dopamina costante possa ricalibrare le nostre aspettative di ricompensa. Questo cambia il modo in cui vediamo e diamo priorità alle cose intorno a noi.

Quando il cervello è costantemente alla ricerca di dopamina stimolata dalle immagini dello schermo, rafforza determinati meccanismi di attenzione. Una revisione di Cambridge del 2019 ha mostrato come i media digitali possano rimodellare i nostri sistemi di attenzione. Il sistema visivo diventa molto bravo a individuare e reagire agli stimoli dei social media. Ciò significa che il cervello si concentra su nuovi contenuti o notifiche a discapito di altri input visivi.

Non si tratta di non vedere. Si tratta di cosa il cervello sceglie di mettere a fuoco. Le risorse di elaborazione visiva sono dedicate agli stimoli più gratificanti. Questo può significare una minore consapevolezza delle cose intorno a noi o una minore attenzione ai dettagli del mondo reale. Il ciclo di dipendenza allena il nostro sistema visivo a preferire il coinvolgimento digitale, non solo la nitidezza visiva in generale.

Saccadic eye movements are the rapid, jerky shifts our eyes make to quickly scan and focus on differ

I movimenti oculari saccadici sono i rapidi e bruschi spostamenti che i nostri occhi compiono per scansionare e mettere a fuoco rapidamente diversi punti. La ricerca suggerisce che chi fa un uso intenso del digitale può sviluppare movimenti saccadici altamente efficienti, adattando il loro sistema visivo a elaborare rapidamente le informazioni da schermi ricchi di stimoli. (Fonte: vwo.com)

La specificità dei contenuti modella le esigenze visive

Il termine generico “social media” spesso nasconde importanti differenze nel modo in cui le piattaforme utilizzano il nostro sistema visivo. Un feed di TikTok, con i suoi video brevi e a raffica, richiede diverse abilità visive. Un feed di Instagram, pieno di immagini statiche, o un forum Reddit con molti testi richiedono altre abilità. Diversi tipi di contenuto incoraggiano diversi approcci visivi e abitudini di attenzione.

Uno studio del 2020 pubblicato su Nature Communications ha esaminato come le persone interagivano visivamente con i brevi video di TikTok. I ricercatori hanno osservato gli utenti scorrere velocemente, guardando i contenuti solo per brevi istanti, prima di passare a qualcosa di nuovo. Questo allena il sistema visivo al giudizio rapido e alla ricerca costante di novità. Piattaforme con immagini più statiche o post con testi più lunghi potrebbero portare a un’elaborazione visiva diversa. Tuttavia, queste richiedono comunque l’uso dello schermo.

Quindi, l’elaborazione visiva non è influenzata allo stesso modo in tutti i casi. Dipende dalle specifiche esigenze visive del contenuto che una persona usa compulsivamente. Una dipendenza da video brevi potrebbe migliorare la scansione visiva rapida. Una dipendenza dalla consultazione di immagini potrebbe affinare la capacità di individuare certi schemi o stili visivi. Questi adattamenti specializzati sono molto più complessi di un semplice “danno”.

Domande frequenti

La dipendenza da social media causa danni permanenti agli occhi? No, la dipendenza da social media non causa direttamente danni permanenti agli occhi. Condizioni come la miopia o l’affaticamento visivo digitale sono collegate all’attenzione prolungata su oggetti vicini e all’esposizione allo schermo, non alla dipendenza stessa. Questi sono spesso reversibili o gestibili con pause e una corretta cura degli occhi.

La dipendenza da social media può rendermi meno attento nel mondo reale? Potenzialmente. La dipendenza da social media può far sì che il tuo cervello dia maggiore importanza alle cose digitali. Questo potrebbe renderti meno propenso a notare piccoli dettagli o ciò che ti circonda nel tuo ambiente fisico. È un cambiamento di attenzione, non una perdita di capacità visiva.

Ci sono cambiamenti positivi nell’elaborazione visiva derivanti dall’uso dei social media? Alcuni studi suggeriscono che un uso intenso del digitale può potenziare alcune abilità visive. Queste includono la scansione visiva rapida o l’identificazione veloce di schemi. Il cervello si adatta alle esigenze dei mondi online veloci. Questi cambiamenti sono spesso specializzati, non miglioramenti universali.

A TikTok feed, characterized by its rapid-fire, short videos, encourages users to scroll quickly and

Un feed di TikTok, caratterizzato dai suoi video brevi e a raffica, incoraggia gli utenti a scorrere rapidamente e a prendere decisioni veloci. Questa costante ricerca di nuovi contenuti allena il sistema visivo alla scansione rapida e alla rapidità decisionale, come evidenziato in uno studio del 2020. (Fonte: vecteezy.com)

In che modo la dipendenza da social media è diversa dal tempo generale trascorso davanti allo schermo per quanto riguarda la vista? Il tempo generale trascorso davanti allo schermo causa affaticamento fisico degli occhi e cambiamenti della vista come la miopia. La dipendenza da social media altera l’elaborazione visiva influenzando i sistemi di attenzione e ricompensa. Questo allena il cervello a concentrarsi compulsivamente e a cercare stimoli visivi digitali.

Ripensare l’adattamento visivo

L’idea che la dipendenza da social media si limiti a “danneggiare” l’elaborazione visiva è troppo semplicistica. Le prove indicano una storia più complessa di adattamento e riorganizzazione. I nostri sistemi visivi, grazie all’adattabilità del cervello e alle ricompense guidate dalla dopamina, si specializzano nella gestione dei mondi digitali. Ciò significa una scansione visiva più veloce, un’attenzione più acuta a specifici stimoli online e una maggiore attenzione verso le novità digitali.

Questi adattamenti comportano dei compromessi. Potremmo diventare abili nell’elaborare rapidamente contenuti digitali. Tuttavia, questo può significare una minore attenzione visiva sostenuta e profonda per compiti non digitali. La ricerca futura deve andare oltre le affermazioni generali. Abbiamo bisogno di studi precisi che individuino gli effetti dell’uso compulsivo dei social media su specifiche abilità di elaborazione visiva. Questo mostrerà la connessione reale e complessa tra le nostre abitudini digitali e il modo in cui vediamo il mondo.

Myopia, commonly known as nearsightedness, is a vision condition where close objects are seen clearl

La miopia, comunemente nota come vista corta, è una condizione della vista in cui gli oggetti vicini sono visti chiaramente, ma gli oggetti distanti appaiono sfocati. È un problema diffuso spesso associato a un maggiore tempo trascorso davanti allo schermo e può essere corretto con occhiali, lenti a contatto o interventi chirurgici. (Fonte: vistareye.com)


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